La misteriosa « chiave di Mercurio »

CLE
Dise­gno di una chiave anti­ca, L’Origine et le anti­chi­tà di Lione, 1559.
Tori­no, Archi­vio di Sta­to, JA.X.16, f. 97r
© Archi­vio di Sta­to di Torino

Lione è una cit­tà sot­to il patro­ci­nio del­la Ver­gine, segno mer­cu­riale e, secon­do Simeo­ni, la dop­pia voca­zione del­la cit­tà « gran­dis­si­ma et famo­sa, tan­to per gli stu­dii, et nell’arte Ora­to­ria, come nel­la Mer­ca­tu­ra » la mette sot­to il patro­ci­nio del dio Mer­cu­rio (L’Origine et le anti­chi­tà di Lione, f. 48). Un bas­so­ri­lie­vo che rap­pre­sen­ta Mer­cu­rio, sco­per­to due anni pri­ma tra For­vie­ra e Pie­tra Anci­sa, lo sup­por­ta­va nell’interpretazione. È la ragione per la quale rico­nosce nelle ves­ti­gia del ser­ba­toio dell’Angelica su For­vie­ra – pro­ba­bil­mente l’arrivo dell’acquedotto del Gier – l’antico tem­pio di Mer­cu­rio. A sos­te­gno di ques­ta ipo­te­si, Simeo­ni rife­risce (f. 95v-96v) che ha tro­va­to la metà di un mar­mo, cer­ta­mente rin­ve­nu­to nel­la ter­ra limi­tro­fa che por­ta le let­tere seguen­ti FLAMEN HERMETIS, cioè « sacer­dote di Mer­cu­rio » e, mentre assis­te­va agli sca­vi (forse la cos­tru­zione di bas­tio­ni), trovò fra le cene­ri una grande chiave (f. 97r) in due pez­zi, uno di fer­ro, l’altro di bron­zo, coper­to di « ver­nice anti­ca » di cui gli anti­qua­ri dell’epoca si chie­de­va­no se fosse il risul­ta­to di una rea­zione natu­rale oppure di una tec­ni­ca mes­sa in pun­to dagli anti­chi. Simeo­ni evo­ca inoltre ques­to aspet­to tec­ni­co (Dia­lo­go pio et spe­cu­la­ti­vo, p. 14–15) e cosi può anche chie­dere se non ha cer­ca­to di capirne il segre­to. È ques­to rin­ve­ni­men­to, modes­to ma quan­to emble­ma­ti­co, che conclude il suo dis­cor­so posto sot­to il segno di Mer­cu­rio. L’iscrizione RARVM RARA DECENT, che si può tra­durre in «  le cose rare spet­ta­no a un essere raro », conclude il suo dis­cor­so e sug­ge­risce che la chiave fu anche un rega­lo offer­to al des­ti­na­ta­rio del manos­crit­to, il duca di Savoia Ema­nuele Filiberto.